30 dicembre 2018

Un sacchetto di farina a Dongo


Mancava un sacchetto di farina; passavo davanti alla latteria e decido di fermarmi qui; il parcheggio è quasi vuoto e ormai è mezzogiorno.  Arriva il suv e mi parcheggia di fianco.
Rigorosamente targato Milano; è lì che serve un quattro ruote motrici turbo diesel 2500, per salire sui marciapiedi agevolmente e quando non ci sono marciapiedi intralciare le poche piste ciclabili meneghine.
Scende lui, griffato e bel taglio di barba; lei sguardo fisso, parla in terza persona arrotando le r a due cuccioli, maschietto e femminuccia.
Dongo - Panorama da S. Gottardo
Entrano in latteria e assumono l’atteggiamento spocchioso e buonista di chi cerca cose buone nel posto giusto.
Le commesse sono di lungo corso e stanno al gioco fingendosi buone montanare bendisposte verso il cittadino-che-cerca-il-formaggio-genuino.
La coppia acquista, riempie, chiede, approva, abbozza e si compiace.
I cuccioli saltellano, si rincorrono, toccano ovunque, perdono il ciuccio, trillano come due onesti cuccioli di Cro Magnon già stufi di tutto e di interminabili ore sui divani del suv, a volte trattenuti dalle cinture. Ma non sempre.
Le commesse timidamente accennano speriamo che non si facciano male e si guardano rassegnate; manca solo mezz’ora alla chiusura.
Io approfitto di una pausa di riflessione della coppia davanti a tre confezioni molto simili fra loro di farina-di-grano-saraceno-macinata-a-pietra; pago il mio sacchetto di farina e scappo.