10 febbraio 2013

Chi voteremo?

Asini o muli? Questo è il problema
Il problema si pone con grande facilità: quante sono le persone che pensano con la propria testa, senza prendere il prestito le idee degli altri?
La risposta è variabile e opinabile. Qualcuno ritiene che si tratti del 5%, qualcuno pensa il 10%, quasi nessuno azzarda che oltre il 15% dell'umanità sia in grado di pensare razionalmente con la propria testa.
I conti sono facili da fare: nessuno è in grado di governare né con il 5, né con il 10, né con il 15%.
La maggioranza si ottiene solo superando il 50%, lo sappiamo.
Fino a vent'anni or sono i politici cercavano il consenso delle persone ragionevoli.
La novità, inaugurata da un politico scaltro come Bossi, e fatta propria da Berlusconi negli anni immediatamente successivi, è stata quella di cercare il consenso delle persone “malpensanti” e degli sprovveduti.
Slogan populisti e demagogici si sono moltiplicati per un ventennio facendo leva sui pensieri meno presentabili e sugli istinti meno nobili.
Roma ladrona, la lega ce l'ha duro, ragazze smutandate per cena sono solo esempi di queste facezie, che comunque hanno pagato molto bene sul piano elettorale.
Intanto, per proteggere il padre padrone i reati contro il patrimonio sono sempre a piede libero e ogni rapinatore, basta che confessi e patteggi, è libero di circolare e investire bambini sulle strisce pedonali.
Vogliamo proseguire su questa strada? Benissimo, avanti Savoia, si diceva un tempo.

3 commenti:

Costantino Dilillo ha detto...

amen.

Costantino Dilillo ha detto...

Mi sono permesso di ripubblicare sul mio blog il tuo saggio e coraggioso compendio.

http://w-cody.blogspot.it/2013/02/chi-voteremo-scansioni-di-ecografista.html

ti saluto, Doc.

appresto
co.

Paolo Adamoli ha detto...

Come sempre troppo buono, Direttore. Grazie e a presto.
Doc