01 gennaio 2012

Breve storia di lunghi tradimenti ovvero meteo del 1 gennaio 2012

Primo giorno di un nuovo anno.
La temperatura a Gravedona, nell'alto Lario occidentale, è -0.6°; la pressione è di 1026 mb, l'umidità relativa pare al 56%.
Il cielo è sereno, stellato, in quest'ora che precede l'alba.
Orione ha lasciato il sud, è migrato nel cielo occidentale mentre impazzavano botti tardivi.
Facebook rigurgita di auguri; non ne ho fatti ancora né di mediatici né di retorici; ero certo che sarebbero serviti solo a verificare chi avevo dimenticato.
Mi sono avvicinato a mezzanotte in ospedale.
Un ambulanza, con un piccolo molto sofferente, l'avevo spedita a Monza.
Sono rimasto in reparto ad ascoltare solite telefonate di chi ha il bambino con il culetto rosso e non crede sia il caso di “disturbare” il pediatra privato, mamme disperate in panico per la tosse e padri dubbiosi se affrontare la rassegnazione o abbracciare il timore.
E sarà un anno uguale agli altri.
Per dirla come Tullio Avoledo sarà ancora una “Breve storia di lunghi tradimenti”.
Da giovane medico stavo alla finestra del Policlinico di Verona nelle notti d'inverno e di nebbia.
Ero orgoglioso e soddisfatto che un intero reparto di pediatria di un'intera città fosse per qualche ora nelle mie mani.
Quando l'autostrada si riempiva dei lampeggianti lividi che seguono i tamponamenti a catena mi sentivo parte integrante di un'eletta equipe che combatte la sua guerra senza quartiere con la sofferenza e con la morte.
Erano sogni e illusioni di un giovane medico.
Ben diversa la realtà del '78 che avrebbe portato insegnanti falliti e falliti lottizzati a dirigere le strutture sanitarie nella guerra santa contro la lobby dei càmici banchi.
E questa è oggi la malasanità, ma la genesi ha le sue radici in quegli anni.
Anno dopo anno sono ancora qui e ogni tanto guardo da una finestra “Vista lago” un'ambulanza che corre o che arriva.
Mi auguro che qualcuno creda ancora che ci sia un'elite che combatte la sua guerra senza quartiere con la sofferenza e con la morte.
L'armata Brancaleone impazza su Facebook, chi augura, chi lusinga, chi insulta, chi irride.
Qualcuno ironicamente si fa beffe della morte di un faccendiere nostrano o di un tiranno coreano, ma si tratta di chi non ha mai provato l'intima sconfitta di vedere la vita abbandonare gli occhi di uno sconosciuto steso sull'asfalto o su un lettino.
Affrontiamo un altro anno; e sarà un'altra “Breve storia di lunghi tradimenti”, di telefonate per il culo rosso e il bambino che non mangia, di colleghi lavativi e di ferie mancate, di turni tappati e di occasioni perdute.
L'ultima speranza è che ci sia un po' di pace in terra, almeno per gli uomini di buona volontà.
Non posso fare l'elenco delle persone amiche; sono tante, sono migliori di me e non posso permettermi il lusso di dimenticarne qualcuna.
Auguri.



3 commenti:

Carla ha detto...

Tantissimi Auguri Dottore..Le auguro e Mi Auguro un anno Sereno. ps. anche Aida ha ancora la tosse...........passerà??????????!!!??!!!!!!???????????

Anonimo ha detto...

che vergogna, quest'anno non sono riuscita a passare per augurare buon natale e buon anno!!! Scusi caro dottore. Rimedierò nei prox giorni. Li anticipo via elettronica accompagnati da un grosso abbraccio. Spero che il 2012 le offra tante soddifazioni perchè ne ha tutti i diritti per tutto quello che lei fa per piccoli e grandi!!!
zia alex

ecografista ha detto...

Cara Zia Alex, sono io che non sono riuscito ancora a ringraziarvi, neppure in forma elettronica, per il vostro pensiero costante. Grazie a voi di tutto; grazie per quello che siete stati e che siete sempre per la nostra Pediatria. Saluti alle nonne, ai nonni, alla sciura Liliana, a Marco e al mitico nonno Rubens. Un abbraccio