25 marzo 2012

Antidoti no?


Da tempo non scrivo più su questo blog.  Dice chi mi conosce che ci scrivo solo quando le cose vanno male.
E allora è doveroso scrivere oggi, un giorno in cui mi sembra che tutto debba finire, senza alcuna forza per ricominciare.
I figli, i miei intendo, non ci sono quasi più, travolti dal loro futuro, dai loro sogni, dalle illusioni e dalle convenzioni.
La sostanza è che non hanno più bisogno di me.
Le figlie, non mie quelle, ci sono. Forse l’assenza di un padre fa loro apprezzare anche un surrogato frettoloso ed egoista come me.
Il lavoro incalza. Non so più se lavoro perché mi piace, per dimenticare, per amore del prossimo, per disperazione o solo perché non so fare altro che il medico.
Cosa rimane? Poche fotografie, qualche rimpianto, molti ricordi, una casa distrutta dall’insipienza senza i quattrini per ricostruirla, un po’ di debiti, un’automobile amata e usata.
Tanto affetto dai pazienti, da quelli speciali, da quelli che ci sono sempre anche se non ci sono più.
Tanti squilli di telefono, anche al sabato, anche alla domenica, anche di notte, da chi crede di essere un paziente e mi dimostra di essere solo un cliente.
Verrà una liberazione, ma quale?

7 commenti:

tweetie25 ha detto...

Ma mi spieghi cosa cavolo scrivi? i figli ci sono, ma forse non te ne rendi conto. Secondo te perchè ti ho chiamato ieri? per vederti o tanto per fare?
E comunque preferirei parlare con te, invece che leggere sul tuo blog queste cose.
A quanto pare hai più confidenza con altri che non siano i tuoi figli.

Anonimo ha detto...

Dottore sei una persona stupenda.....e non aggiungo altro. Tutto questo sconforto che ti avvolge non mi piace......!!!!!!!

meli nino ha detto...

paolo sei un grande dottore e un grande blogger che ci fa compagnia.

Chiara ha detto...

Sei una persona profonda e generosa.
Questo è tutto ciò che so di te.

(w/cody)* ha detto...

Don Matteo ha cambiato locale e i suoi manicaretti sono migliorati. La Vigna De Mare, a dispetto del nome pomposo prepara piatti da descrivere in francese, anche se il Capo cucina in dialetto.
I tufi sono gli stessi, ma la primavera li colora.
E tu affacciati.Facciamo due foto.
appresto.
co.

zz Sondrio ha detto...

E il nostro Amore ???


cosi tenero , cosi fragile.....

ecografista ha detto...

@zz - Che outing! In altri tempi sarebbe stato simpatico conoscerti...

@cody - Ah, Matera, riesci a sintetizzarne atmosfera e ricordi in due frasi. Non per nulla sei anche un direttore, caro Scrittore. Un abbraccio