03 settembre 2013

Un ritorno



Compagno d'avventura
L'aeroporto di La Coruna è piccolo. Una pista,  un parcheggio, uno snorkel, un fabbricato con la sua minuscola torre di controllo e nulla di più. Dopo l'atterraggio l'aereo deve girarsi e ripercorrere la pista in senso inverso fino a raggiungere l'aerostazione.
Al decollo l'operazione si ripete all'inverso.
Aduso alle code estenuanti di Malpensa anche nelle ore antelucane arrivo in aeroporto con inconsueto anticipo per le mie abitudini; lo shuttle qui è molto popolare e costa 1.45 euro, incredibile!
Caffè per ingannare l'attesa poi si decolla quasi in perfetto orario. Iberia ha degli aerei comodi, ma un servizio da compagnia low-cost.
Indipendentemente dalla decisione di mettermi un po' a dieta avevo già scelto di fare uno spuntino di qualità durante lo scalo di Madrid.
I miei vicini di posto, una coppia sulla cinquantina, invece si buttano su birra, cappuccino, snack dolci e buste di gommosi ed esili salamini...
La signora evidentemente ha passato l'età in cui si digeriscono anche i sassi e non trova di meglio che estrarre dalla borsetta un rispettabile ventaglio con cui inizia a deliziare tutta la fila 21.
Il marito fortunatamente provvede a spiegare che esistono le bocchette orientabili e il ventaglio ritorna presto da dove è venuto.
Brevissimo scalo a Madrid e ne approfitto per un 'boccadillo con jamon serrano' e un bicchiere di Rioja.
Risalgo su un altro Airbus per Milano ed è la volta di un signore nerboruto e torvo ad occupare la poltrona vicino alla mia.
Viaggia con un figlio ventenne che tace rispettoso. Il signore è della razza che deve usare il cellulare fino all'ultimo minuto prima che si chiudano i portelli, la stessa razza pelosa che è convinta che il bracciolo sia tutto suo e che non lo dividerà mai con il vicino.
Torino
Evidentemente non ha avuto il tempo per il pranzo, l'imbarco è avvenuto alle sedici, minuto più minuto meno, e appena in volo attacca una confezione di Pringles che sgranocchia rumorosamente bevendoci sopra una bella lattina di San Miguel.
Per fortuna mi addormento, e così pure Mr. Neanderthal che inizia a russare. Ogni tanto il figlio ventenne lo doma con sapienti gomitate.
Mi chiedo cosa pensino di me gli occasionali compagni di viaggio.
Libero da ogni ruolo io ho abbandonato ogni convenzione: pantaloni da trekking a mezza gamba, t-shirt tecnica in microfibra, sandali aperti Birkenstock e niente bagaglio a mano, mi manca solo una sgualcita guida Lonely-Planet invece ho l' IPad.
Uniche concessioni al rispetto per i compagni di viaggio: doppia doccia prima di partire e una spruzzatina di Terre d'Hermes, traveller edition.
I campi di grano che ci accompagnano da Madrid hanno lasciato il posto ai Pirenei e in fondo, lontano, c'è il golfo di Biscaglia. Poi Languedoc e Provenza nella foschia.
Finalmente Grenoble, dove l'Isère si sottomette al Rodano e infine valichiamo le Alpi.
Credo di aver individuato il Monte Bianco a già iniziamo la discesa sopra Torino, ecco Mirafiori, il Lingotto, il grattacielo Lancia e l'arco olimpico aranciato.
A casa, ancora un volta sono a casa.

1 commento:

Costantino Dilillo ha detto...

ben trornato
Un viaggio strano con un narratore eccellente.