16 marzo 2008

30 anni


Oggi sono trent’anni che faccio il pediatra. Mi sento un po' patetico, un po' retorico; che ci volete fare?
Dicembre 1992; Bali; Nusa Dua; Congresso di Chemioterapia del Pacifico.
Noleggio un’automobile per scoprire Bali.
Viaggio verso le risaie dell’interno; la strada non è agevole; si viaggia a sinistra.
Dopo le risaie incontro un villaggio.
Quando arrivo escono in tanti e cercano di vendermi tante cose.
C’è anche questa bambina che mi mostra tre anatroccoli in legno di balsa.
Non mi interessano; voglio fare fotografie; voglio portare a casa immagini di Bali; ma lei si lascia fotografare.
Non è quello che vuole, ma soprattutto non è quello che si vuole da lei.
Infatti la fotografo, la ringrazio con un sorriso, poi salgo in auto. Ci ripenso; scendo, ritorno e le allungo una banconota da cinque dollari.
Finalmente sorride, ma per poco; da una casa spunta un padre o uno zio e le strappa la banconota di mano. Rimane a guardarmi partire con i suoi tre anatroccoli di balsa.
Oggi sono trent’anni che faccio il pediatra.
Nei suoi occhi c’è tutta la mia vita da medico; c’è tutto quello che non ho saputo dare.
Negli occhi della bambina di Bali ci sono gli occhi dei bambini che ho visto morire, gli occhi di Alessandro, di Alessandra, di Amela, di Mauro, di Massimiliano, di Silvia di Cesare, di Ivano e di tutti gli altri di cui ho perso i nomi ma non il sorriso.
Anche di quelli che ho deciso di non rianimare.

5 commenti:

Paolo Ferretti ha detto...

Ciao Dok
Complimenti per il tuo trentennale .
Sono sicuro che tu abbia investito bene questi anni di lavoro al servizio di una categoria di persone cosi' importante e fraglie allo stesso tempo .
Un grandissimo abbraccio
Paolone

Anonimo ha detto...

..complimenti per questo anniversario..ma si rende conto che è solo a metà strada vero??!!!..scherzo dai...lei ha dato tanto (e lo si capisce dalla persona che è) e sta dando tantissimo (e non sappiamo nemmeno come contraccambiare)...Non vorrei vederla così malinconico.. come facciamo se mi diventa un pediatra "triste" poi i bimbi glielo leggono negli occhi quindi ..ora concentriamoci su "oggi" e vedrà che con la sua Signora Laura vicino così solare...troverà la carica giusta...un bacio da nicola...

ecografista ha detto...

Grazie Paolone; sei sempre affettuoso.
Invece ora abbiamo scoperto chi si nasconde dietro l'Anonimo: la Sciura Roberta.
Buongiorno e grazie per le sue belle parole; non le merito; sto solo cercando di fare il mio mestiere in pace e spesso non mi lasciano.
Per fortuna c'è "la" Laura, è proprio vero!

Annalisa ha detto...

Un post bello e malinconico.
Chissà quella bimba dov'è ora.

Anonimo ha detto...

Anche se con qualche giorno di ritardo invio le nostre congratulazioni per il traguaro raggiunto. E La ringrazio per aver ricordato, in questo importante anniversario, anche gli occhi del mio bambino...
Sono passata in reparto per gli auguri e un saluto a tutti gli amici della pediatria ma Lei non c'era: ne approfitto ora per augurare a Lei e signora Laura una Felice Pasqua, in attesa di incontrarci di persona!!
A proposito: ha poi cambiato la macchina? E il suo umore è migliorato? Ha ragione la mamma di Nicola: un pediatra "triste" non è quello che vogliono i bambini!