Prima vera giornata nell’Egeo. Il tempo è bruttino; tira un vento terribile da nord-est, freddo, e le nuvole basse corrano coprendo quasi sempre il sole.
Giriamo coperti come si fosse in mezza montagna e il vento cerca di sollevarci il casco mentre noi cerchiamo semplicemente di guidare il quad.
Nauseati dalla vita serale di Chora e di quanti la popolano scappiamo presto di mattina verso nord alla ricerca del faro, sapientemente chiamato “Fanari”.
Il posto sarenbe suggestivo, a picco sulla scogliera di fronte all’isola di Delo, se non ci fosse il vento rabbioso.
Gironzoliamo a nord, alti sopra il porto, e incontriamo anche un vecchio che scende in città a cavallo. Sembra autentico e non una trovata per turisti, almeno spero.
Pomeriggio inizialmente all’interno, al monastero di Panagìa Tourliani ad Ano Merà. All’interno c’è un’iconostasi del ‘400 con dipinti di scuola fiorentina.
Questo è quanto afferma il monaco che ci accoglie, poi, scoperto che siamo italiani, passa a raccontarci le vicende di Dongo e la fine di Mussolini, che conosce bene.
Ripartiamo con il nostro rumoroso mezzo per scendere alla spiaggia quasi deserta di Kalo Livadi. Qui l’acqua sembra più pulita e quasi tiepida.
Sfido il destino e mi ci butto; scendo un po’ con la maschera per scoprire un fondo ciottoloso dove incrociano pochi pesciolini piccoli e grigi. L’acqua è veramente pulita e vale la pensa di farci una nuotata rilassante.
Serata gastronomica al ristorante Atlantida di Platis Yalos dove scopriamo che c’è anche chi cucina bene il pesce e non deruba i turisti com’era successo il giorno prima.
Speriamo che il tempo migliori.







