01 gennaio 2009

Buon Anno




A Capodanno, finiti i botti, tutti più o meno tiriamo le somme. C’è chi fa discorsi alla nazione, chi si abbandona alla nostalgia cullato dalle libagioni di mezzanotte, chi lavora e chi dorme il sonno del giusto.
Non faccio eccezioni e a mia volta il pensiero corre, sempre più al passato, sempre meno al futuro, nonostate l’anno alle porte.
Questa sera voglio ricordare i miei tanti Colleghi: quelli che mi sono stati maestri e quelli che mi sono stati un po’ allievi.
Da tutti ho imparato.
Quindi Buon Anno, in ordine sparso a: Gianni, un altro Gianni ormai grigio, Giuseppe, due Paoli, uno giovane e uno anziano, i due Marco, Mariarosa, Elena, Gisella, Antonio, Giovanna, Maria, Paola, Gilberto, Giusy, altri tre Giuseppe, Gianna, Gigi, Pasquale, i due Rino, Miriam, Marina, Ciro, Adele, Salvatore, Andrea, Rinaldo, Alberto, Cristiano, Pina, Marlis, Herold, due Roberti, Carlo, Isabella, Mario, Stefania, Maria Rita, Antonio, Giorgio e Loretta, Fabrizio, Donato, Eugenio; ma sono molti di più.
Buon Anno ai genitori di tutti i bambini che ho accompagnato nell’ultimo viaggio e che mi guidano, ora che sono nella Luce.

30 dicembre 2008

Arrivederci Stefy e buon anno









Ieri sera festa di arrivederci per la Stefy, al secolo la Dr.ssa Stefania Ferrari che ci lascia per qualche mese con destinazione il mitico Ospedale San Raffaele a Milano.
Per l’occasione si sono riuniti un po’ di pediatri, un po’ di ginecologi, un po’ di urologi, qualche infermiera, un'ostetrica, il Direttore Sanitario, alcuni infiltrati e infiltrate e, last but not least, un internista di cattivo carattere.
Lo Sporting, teatro consueto di queste zingarate, era chiuso. A nulla sono valse le preghiere di ben due primari.
Le ragazze dello Sporting considerano il giorno di riposo più sacro di quanto i Ciellini considerino sacro il Potere.
S’è dovuto ripiegare su un ristorante-pizzeria di cui è meglio tacere il nome, che sembra uscito da un romanzo di Loriano Macchiavelli.
La prenotazione era per le 21 e alle 21.45 le cucine sono state inesorabilmente chiuse. L’ultimo arrivato, che si era attardato in Ospedale a chiudere le danze, ha dovuto accontentarsi di un calzone mezzo crudo farcito fra le altre schifezze anche con peperone crudo per intero. L'inibitore di pompa non c'era fra i contorni.
A parte questo è stata una bella festa.
Poche sono le fotografie pubblicabili, di cui mostriamo uno scelta galleria.
Fra gli ospiti si è notato l’uomo dell’anno 2008, il giovane di studio di Cusano Milanino, che per l’occasione era particolarmente disinibito.
Le ragazze erano al massimo dello splendore, con mises particolarmente audaci cui le fotografie non hanno saputo rendere giustizia.
Vabbè, è stata una specie di festa di Buon Anno…. Il 2009 non dovrebbe essere bisestile.

28 dicembre 2008

Auguri 2




Buon Natale, buon anno e tanti auguri.
Mi sembrano di rito e li contraccambio di cuore a tuti quelli che me li hanno inviati, scusandomi di non poterlo sempre fare personalmente e tempestivamente, ma ci proverò.
Sarebbe tempo di bilanci e, come ha fatto l’amico Antonio, mi piace rivolgere un pensiero a tutti gli amici.
Purtroppo, essendo molto polemico, so di non essere capace di controllare le mia natura. Ma è anche bene che chi mi è vicino sappia quello che provo. Spedirò un’email semi-privata e multipla agli amici.
Ma passiamo oltre.

Per me la primavera ha inizio il giorno dopo il solstizio d’inverno. In effetti iniziamo a contare i giorni che ci separano dall’equinozio e ogni giorno ci regala qualche minuto di luce in più.
Così questa mattina, prima che iniziasse a cadere la neve, ho fatto la prima uscita primaverile a piedi.
La destinazione, neanche a dubitarne, il Sentiero del Viandante, la mulattiera che unisce a mezza costa i paesi della costa orientale del Lago.
Abbiamo camminato da Corenno a Dervio, poi siamo tornati, ancora a piedi.
La natura non dorme mai e il vento del sud dei giorni scorsi ha fatto fiorire i calicantus e uscire le gemme delle ortensie.

Le quercie non hanno ancora perso le foglie, anzi, qualcuna è ancora verde…
Sulla sponda occidentale il Bregagno coperto di neve un po’protegge i paesi della costa e un po’ si ricorda di specchiarsi nel lago.

23 dicembre 2008

Auguri




Auguri!!!
Paolo e (quasi) tutto lo staff della Pediatria di Gravedona

14 dicembre 2008

Mese pesante





Già, tutti mi dicono che è più di un mese che non mi faccio vivo. Ma, ragazzi, qua si lavora!
Nell’ultimo mese sono riuscito a combinare un viaggetto a Roma, dove ho incontrato Franca, un amica di Anobii e ho scovato alcune trattorie “de Roma” su cui torneremo.
Poi ho lavorato abbastanza tanto; poi ho contribuito a mettere in piedi un piccolo incontro con i medici del territorio assieme ai nostri cugini ricchi, i ginecologi.
Mi sto dedicando a proseguire, peraltro molto lentamente, il rifacimento dell’impianto elettrico di casa. Insomma, ce n’è stato per tutti.

17 novembre 2008

Viva Slow Food e il bel tempo.



15 novembre - Il tempo è stato alterno; per tutto il giorno le nuvole si sono rincorse e noi abbiamo rincorso gli sprazzi di sole per fotografare questi paesaggi toscani in Val d'Orcia.
Quando proprio la pioggia ci ha costretto a riporre le fotocamere ci siamo rassegnati a comprar vini e formaggi in fattorie e cantine fra Pienza e S. Quirico d'Orcia.
La sera, quando la luce se n' è andata, il tempo ha deciso di diventare decisamente sereno.
Siamo approdati a Follonica per dormire all'aria di mare.
Le osterie che hanno segnato il nostro cammino sono state "La Porta" a Monticchiello, a sud di Montepulciano e "La Pacianca" a Follonica stessa.
16 novembre - Finalmente il cielo sereno sin dal mattino!
Laura ha deciso che la fotografia sarà l'hobby della sua vita, convinzione nata proprio in questi giorni, e imperversa fra alte luci, profondità di campo e rischiosi contro-luce fra la spiaggia del Tirreno e i colli che salgono verso Massa Marittima.
Prosegue la ferrea dieta d'osteria e la tappa di mezzogiorno, fra i soffioni boraciferi, è "Le Logge" a Monterotondo Marittimo, in bilico su un poggio e altrettanto in bilico fra le province di Grosseto, Pisa e Livorno.
Il pomeriggio lo passiamo nell'avvicinamento a Volterra, dove arriviamo giusto per fotografare il sole che scende giù verso Orbetello.
Alla sera scopriamo, se ce ne fosse conferma, il valore di Slow Food: la trattoria consigliata ci sembra lontana e ripieghiamo su una suggerita dalla Guida Touring.
Cena rigorosamente riscaldata a micro-onde all'Osteria dei Poeti; l'unica eccezione sono gli affettati toscani, belli, spessi e stantii.
Gli unici versi che mi risuonano sono "Cancheri, e beccafichi magri arrosto...", tanto per restare nella Toscana del Poliziano.
Ho deciso che non farò più le corna a Slow Food che mi definisce un "socio sapiente".

15 novembre 2008

Toscana



Quale miglior antidoto al logorìo della vita quotidiana che un rapido week end in Toscana?
La partenza non è delle migliori; il tempo è orribile e io mi attardo come sempre fra ospedale, ecografo e ambulatorio.
Finalmente alle 18 si parte! Mentre si discute animatamente come consueto dove si finirà per cena, verso Fidenza mi accorgo con raccapriccio di aver dimenticato il portafoglio a casa con carte di credito, documenti, qualche spicciolo e tutto quello che potrebbe servire nei prossimi tre giorni.
Vivace battibecco come si usa e poi la decisione stoica: lascio la Laura dentro un Motel e me ne torno a casa a recuperare il dimenticato.
Siccome soffro di colpi di sonno alla guida e l’unico antidoto è il digiuno rigoroso per questa volta si salta la cena.
Sonnellino a casa di tre ore poi di nuovo sul Doblò, che non è proprio né agile né a suo agio sotto la pioggia, e per le 7 del mattino sono davanti al Motel.
Laura ha dormito male, ma comunque sempre meglio e più di me, quindi riprendiamo il viaggio come niente fosse.
Parma, Reggio, Modena e Bologna sfilano sotto la pioggia.
Valicato l’Appennino sembra ci sia una schiarita, ma è un’illusione.
Dopo Firenze il tempo torna ad essere pessimo; le biciclette giacciono inutilizzate dentro il fragoroso Doblò.
La prima tappa sarà a Montepulciano, a casa di Valentina.
In attesa di tempo migliore ci dedichiamo con passione alla dieta d'osteria.
A mezzogiorno la Solita Zuppa a Chiusi ci mette l’animo in pace, ma l’osteria dell' Acquacheta di Montepulciano conclude superbamente la serata; per noi è già la seconda visita.

09 novembre 2008

27 anni!




Era più o meno l'ora in cui i cristiani vanno a dormire, invece Cristiano aveva deciso che fosse l'ora giusta per venire al mondo 27 anni fa.
Naturalmente ero reperibile.
Comunque auguri Chris!

02 novembre 2008

Le navigazioni del Lusitania



Domenica scorsa la barca da pesca del Sciur Peppino è scesa di nuovo in acqua.
GPS alla mano, giusto perché la giornata era molto limpida, e prua su Gravedona. A metà del lago, con un vento da sud appena appena fastidioso abbiamo deviato passando al traverso di Domaso per una foto di repertorio.
Altra foto di palazzo Gallio, costeggiando lentamente Gravedona, poi decisa prua su Cremia per il pranzo al Lumin.
Dopo un approdo piuttosto ingarbugliato da veri marinai d’acqua dolce (mancavano solo gli applausi ironici degli astanti) abbiamo scoperto che nel ristorante in riva al lago avevano predisposto un menu tutto valtellinese.
E infatti una coppia di domenicali stava mangiando, parte con le posate e parte con le mani, un succulento brasato con polenta, sorseggiando cocacola, e chiamando invano un piccolo lord con i capelli a paggetto, verosimile frutto del loro amore, che preferiva, imperturbabile, gettare ciottoli nel lago.
Dopo la memorabile bresaola affumicata, pizzoccheri e polenta con gorgonzola, abbiamo ripreso il largo rientrando dalla sponda orientale e bordeggiando per Dervio, Corenno e Dorio prima di rientrare nel porto sicuro di Colico.
Piccolo dramma: si era in bicicletta e avevamo dimenticato l’ora legale, quindi il rientro è stato nelle tenebre rischiarate dai miserevoli fanali della bici. Che però ci hanno resi visibile a un imbecille che percorreva la ciclabile in motocicletta in senso contrario.

19 ottobre 2008

Matera, Lucania e Basilicata





Su Matera non ci sono dubbi: è uno dei posti più belli d’Italia, anche se chi ci abita non è dello stesso parere.
Sbucando dal bordo della gravina, di fronte alla città, in tarda mattinata, lo spettacolo dei Sassi toglie il fiato.
Lo sapevo, l’ho provato, l’ho sperimentato e ha funzionato ancora.
Poi però Matera non è più quella di cinque anni fa.
Il doppio delle automobili e il triplo degli abitanti sono tornati a vivere nei Sassi per spingere questa città magica verso la globalizzazione e l’omologazione.
Ci sono ancora trattorie sincere e locali tipici, ma sono salvati solo dall’innata gentilezza e dal congenito senso dell’ospitalità dei Lucani.
Costantino, amico sincero e recente, passeggiando nel Cimitero alle Malve mi esprimeva il terrore che i Sassi diventassero come i trulli di Alberobello dove il ciarpame e la paccottiglia vengono sdoganati come souvenir.
Ma tant’è: Matera rimane sempre una città magica e non è stato ancora possibile rovinarla irreparabilmente.

Poi basta uscire qualche chilometro e il turismo di massa si stempera nel paesaggio incontaminato… o almeno poco contaminato… o no?

01 ottobre 2008

Senza marinaio di prua




Sul Lusitania, la leggendaria barca da pesca del Sciur Peppino sono sempre stato al timone.
Nessuno pescava, ma in prua, appollaiato a prendere il primo vento, il primo sole e tutte le onde, c'è sempre stato Marco.
E infatti in uno storico sms si è definito il mio "marinaio di prua".
Ieri ha terminato il suo primo stage presso la Pediatria di Gravedona e se n'è tornato a Milano.

Io sono sempre al timone, spero per qualche tempo ancora, ma da oggi navigo senza il mio marinaio di prua.
Marco è sempre stato così anche in reparto. Pronto a prendere il primo vento, il primo sole e tutte le onde.
L'abbiamo festeggiato la scorsa settimana, eccome, ma oggi c'è un po' meno sole: è il primo di ottobre.

25 settembre 2008

Treni e cani

In un Italia con mille problemi, dei quali il più importante al popolo e all'inclita appare quello di Alitalia, su cui è meglio stendere un velo pietoso, compare la nuova norma che vieta il tasporto sui treni dei cani con peso superiore a 6 kg.
La prima reazione mi sembrerebbe quella di provare a far salire su un treno un gatto di almeno 7 kg; però forse sarebbe più simpatico un maialetto di kg 20.
In buona sostanza sui luridi convogli di Trenitalia possono viaggiare impunemente cimici, pulci e pidocchi, oltre a portoghesi abituali, puttane sieropositive e vandali dichiarati che vanno allo stadio.
Io, munito di biglietto pagato con valuta in corso legale, non potrò far viaggiare la mia educatissima bull-mastiff con guinzaglio, museruola e certificato di vaccinazione, almeno per difesa personale?
Beh, forse è meglio così; eviterò che il cane si infesti con le zecche.

23 settembre 2008

Auguri nonno Cesare





Se non ci avessi lasciato diciotto anni fa oggi sarebbero 92 anni.
Lì dove ti trovi i compleanni non si contano, però tanti amici ti hanno raggiunto mentre noi siamo sempre un po' più soli.

16 settembre 2008

Viaggio a Frascati - 2

12 settembre. Bel convegno, vivace e interessante, alla faccia di chi pensa che i medici camuffino sempre le vacanze con i congressi.
Siamo in una villa molto in alto, isolata sopra Frascati. Dal terrazzo si vede Roma ma non c’è anima viva nel raggio di qualche chilometro e poi piove.
Cena a Rocca di Papa, in un bel ristorante con ampio terrazzo che sovrasta una sala da pranzo vetrata a picco sul lago di Castelgandolfo.
L’antipasto viene servito in terrazza presso a quattro grandi gazebos.
Nel primo le tartine, nel secondo i fritti, nel terzo verdure; nel quarto, finalmente cozze, capesante, salmone e altre golosità.
Passo con nonchalance per i primi tre e mi tengo l’appetito gagliardo per il quarto.
E infatti arrivo ai tavoli imbanditi di pesce con un bicchiere di prosecco.
E’ un attimo: il cielo diventa livido; arriva un colpo di vento, poi uno scroscio d’acqua di traverso e infine, nel parapiglia, una tromba d’aria solleva il gazebo e le cozze iniziano a turbinare nell’aria assieme al ghiaccio tritato.
Tutti si buttano verso lo scalone che scende in sala da pranzo.
Io e uno sfortunato con il piatto di salmone affumicato gocciolante ci rifugiamo in un incavo accogliente del muro… che fortunatamente è la porta di un ascensore.
Raggiungiamo la sala da pranzo in anticipo e quasi asciutti.
Ne approfitto per occupare una bella e grande tavola rotonda per tutti gli amici bagnati che sbucano in quel momento dallo scalone.
Il seguito è senza storia.
Il 13 settembre il programma del congresso non è così avvincente e fuggo alla mattina presto sul treno per Roma a incontrare un’amica di aNnobii: Franca.
Simpatica e colta mi fa conoscere la chiesa gotica di Santa Maria Sopra Minerva che ospita un Michelangelo, due Venusti, un Duccio di Boninsegna e un Benozzo Gozzoli.
Caffè veloce, treno e ritorno alla villa sopra Frascati per le ultime battute del congresso.
Al ritorno c’è stato un fuggi-fuggi generale nel timore che all’Alitalia qualcuno pensasse di sospendere i voli.
Io ero abbastanza tranquillo: troppi parlamentari tornano a casa al sabato sera e la casta avrà preso i suoi provvedimenti per non restare a piedi.

14 settembre 2008

Viaggio a Frascati - 1

Giovedì 11 settembre partenza per Frascati, come da post precedente.
Alla mattina non posso sottrarmi al lavoro ed arrivo in ospedale verso le 9. I giovani stanno lavorando alacremente e do solo qualche aggiustatina alla montagna di cartelle che giace sulla scrivania in attesa di registrazione, controllo e firma, nell'ordine.
Dovrei partire verdo le dieci del mattino e infatti avvio il motore alle 13 senza pranzo.
La macchina fotografica bella, per distinguerla dalla piccola che comunque non è brutta, è rimasta in auto.
Che fare? Lasciarla in aeroporto nel bagagliaio al sole dell'automobile nera per 3 giorni? Il giovane Marco si offre di portarla a Colico dal Sciur Peppino. Capitolo e gliela affido.
Invece resta a Gravedona mentre Marco va a Milano e pace.
Parto per Linate. Durante il viaggio ne approfitto per parlare al telefono con le mie molte donne.
Mentre saluto l'ultima, la mitica Valeria da Firenze, amica di libri, mi accorgo di aver macchiato irrimediabilmente la polo.
Chiudo il cellulare e mi precipito in aeroporto, meglio essere in anticipo con i venti che tirano in Alitalia.
La Donna, quella non virtuale, è rimasta a casa quindi viaggio con il solo bagaglio a mano.
Check-in rapido con preghiera, esaudita, di posto al finestrino, poi mi fiondo nei bagni maschili e, come in un film di sponaggio, cambio la polo con una bella camicia a maniche corte.
Aziono lo sciacquone per dare maggior credibilità alla mia sosta prolungata nel cesso, poi via di corsa e guadagno un posto sul volo che parte un'ora prima.
Grande e insperata fortuna! Dopo il mio volo Alitalia blocca tutti i successivi per Roma e forse non solo quelli.

E infatti a Fiumicino nessuno capisce nulla. La hostess che mi accoglie mi confonde con un professore ordinario che dovrebbe arrivare da Cagliari e mi carica su un lussuoso pullmino-con-autista che mi lascia davanti all'Hotel.
Non è proprio Frascati, è Monteporzio Catone, ma fa lo stesso.
La cena è meritata, anche se la doppia razione di pasta alla gricia con cui mi sono abbuffato mi farà sentire meno solo durante la notte.

11 settembre 2008

Monteporzio Catone

Dopo il secondo viaggio del Lusitania e dopo una memorabile cena di compleanno del suo marinaio di prua eccomi oggi a Monteporzio Catone, vicino a Frascati, dove domani e posdomani avremo un piccolo congresso sul virus respiratorio sinciziale (brutta bestia, garantito al limone...).
I prossimi post saranno dedicati agli avvenimenti degli ultimi giorni, per ora non ho le attrezzature per postare delle foto decenti.
Un'amica, non di blog, mi ha scritto accusandomi di essere troppo enfatico e ironico nel mio scrivere.
Sarà vero?
Spero di non aver tediato nessuno e di essere abbastanza comprensibile; accetto e aspetto commmenti sarcastici e sardonici. Ma dove sono finiti i miei 15 lettori?

06 settembre 2008

Engadina, terme e monasteri





Dopo lo sfortunato viaggio in Tunisia a fine agosto abbiamo deciso di provare una vacanza di due giorni.
Dopo mesi di lavoro e problemi di ogni genere non mi è sembrato vero di varcare nuovamente la frontiera, anche se era solo per la vicina Svizzera.
Ci siamo incaponiti per le Terme di Scuol, senza pensare che fino alla fine d'agosto per gli Svizzeri è alta stagione.
Nessuno dei nostri alberghetti di Scuol si è mosso a compassione e quando stavo per rinunciare mi è venuta l'illuminazione: Sent.

Questo paesino, romancio tutto d'un pezzo, si staglia sul versante nord della Bassa Engadina a pochi chilometri da Scuol.
Intuizione e prodigi di internet hanno fatto uscire dal cilindro una camera libera all'Hotel Retia di Sent.
Qui il tempo si è fermato a metà degli anni '60 del secolo scorso; sala da pranzo in cembro, musica soffusa all'ora di cena, decorazioni svizzere retrò.

Concerto con Haendel e Mozart nella chiesa evangelica alle 8 di sera, poi la tranquillità e il silenzio di una cameretta mansardata al terzo piano senza ascensore.
La mattina colazione a buffet con pane alle noci, marmellate fatte in casa, formaggi e salumi in abbondanza.

Scambi di sorrisi, cortesia svizzera, servizio inappuntabile.
Prima di scendere alle Terme il conto, naturalmente in euro, e gli anni '60 del secolo scorso sono diventati la bella cornice della carta di credito.
Fortunatamente le terme rilassano.
Il ritorno al pomeriggio è stato allietato dalla ricorrenza del 25° anniversario del patronato UNESCO del convento benedettino di Mustair, dove per l'occasione venivano offerti dolci e vino da attempate mascottes in costume tradizionale.

02 settembre 2008

Il varo del Lusitania


Molto tempo che non scrivo, è vero, sono diventato un po' selvatico.
Finalmente qualcosa da raccontare il 29 agosto: il varo della nuova barca da pesca del Sciur Peppino.
Ritrovo alle 7 a Colico per raggiungere il porto di Bellano dove ormeggiato dorme sornione il nostro natante.
All'equipaggio si è unito Marco il fedele scudiero della Pediatria di Gravedona che per qualche ora ha provato a gettare alle ortiche camice e fonendo.
Le manovre per uscire dal porto, prima a remi, poi con l'apparato motore recalcitrante, ricordano vagamente il varo del Lusitania.
Lo pensiamo in silenzio perchè porta male cambiare nome alle barche, ammesso che questa ne avesse avuto uno in passato.

Il timoniere porta la barca al largo giusto il tempo per decidere che attraverseremo il lago.
E mentre le case di S. Maria Rezzonico accolgono il primo sole sulla sponda occidentale puntiamo decisamente la prua a ovest.


Basta un quarto d'ora di navigazione per trovarci in balia di un Tivano vivace che alza le onde a dritta inzuppandoci in pochi minuti.
Tetragoni al freddo e agli spruzzi proseguiamo sin sotto le case di S. Maria mentre il Peppino comincia a invocare un caffè caldo e Marco a prua ride felice come un Milanese in vacanza.
Dopo qualche giro sotto le case decidiamo di assecondare il capitano e approdiamo a Cremia davanti al ristorante Lumin.
Caffè caldo rapido e poi via sulle onde del ritorno doppiando la punta di Dervio ma ormai il Tivano è cessato.

Rientriamo giusti in tempo per evitare la Breva.
La manovra di attracco non è delle più limpide: vorrei ormeggiare di poppa mentre il padrone ha deciso di entrare di prua.
Nel parapiglia spegniamo il motore mentre i pescatori dall'alto ridacchiano delle nostre manovre con i remi.
Sarà meglio tornare in ospedale.

24 agosto 2008

Le mie foto




Se avessi potuto cambiare lavoro mi sarebbe piaciuto fare il fotografo.
E infatti per molto tempo, anni or sono, ho cercato di trasformarmi.
Foto di natura, arte, ferrovie, paesaggi, viaggi, incontri.
Ore di anticamera nelle redazioni di molte riviste: Airone, Oasis, Qui Touring, Treni Oggi e Orobie.
Invariabilmente la risposta era sì, le sue foto sono belle, ma manca un racconto, oppure manca il seguito, oppure abbiamo appena pubblicato un servizio così, oppure ce le lasci da vedere, oppure guardi ne prendiamo qualcuna poi se mai gliele restituiamo.
Sempre traspariva un po' di diffidenza, di insofferenza, di sufficienza, di cosa vuoi tu che noi siamo più bravi.
Poi ho gettato la spugna e sono tornato a fare il medico a tempo pieno. Certo viaggio, fotografo, raccolgo e regalo le mie foto.
Adesso che non mi interessa più fare il fotografo, adesso mi cercano le fotografie, qualcuno me le pubblica senza neppure chiedere il consenso.
Mah... va a finire che mi metto davvero a fare il fotografo e getto il camice alle ortiche...
O no?

04 agosto 2008

Mare, monti & maremoti

Figli tutti al mare. Sono partite: prima l'Infermiera mancata poi la Suffragetta; la Toscana aspettava la sorella vicino a Palermo.
L'Informatico è rimasto a Milano, però si è lamentato che si cuoce (nel suo brodo).
Io sono rimasto a casa: una lunga e piacevole domenica di lavori domestici e non-lavori.
Fra le cose buone ho pulito tutta la cucina e cucinato passabilmente.
Fra le cose cattive ho scoperto che Falciatrice è stata alimentata a gasolio e non ha gradito.
Ora è bloccata e l'erba cresce inesorabilmente.
Tutto il resto va da cani, cani compresi.
La vita continua, forse.